La riforma del sistema previdenziale
Riportiamo la nota esplicativa sintetica elaborata dal Ministero del Lavoro
riguardante la riforma del sistema previdenziale.
La proposta di legge delega di riforma del sistema previdenziale approvata
dal Governo si propone di raggiungere due obiettivi, largamente condivisi
a livello europeo:
- elevare gradualmente l'età pensionabile, principalmente su base
volontaria
- sviluppare la previdenza
complementare, da affiancare a quella pubblica
La delega prevede due fasi di intervento:
1. Fino al 2008: sistema immutato, incentivi e lotta agli
abusi
- PENSIONI IN VIGORE: nulla cambia
- PENSIONI DI ANZIANITA': nulla cambia
- INCENTIVI A CONTINUARE IL LAVORO: i lavoratori del settore privato che
matureranno, entro il 31.12.2007, i requisiti per la pensione di anzianità
(35 anni di contributi e 57 anni di età) e che decideranno di rimanere
al lavoro, riceveranno un aumento in busta paga pari al controvalore dei
contributi previdenziali versati all'ente di previdenza, vale a dire il
32,7% della loro retribuzione. L'aumento sarà esente da ogni tipo
di imposta
- CERTEZZA DEI DIRITTI: i lavoratori stessi potranno liberamente andare
in pensione in qualsiasi momento, anche se nel frattempo la legge cambierà
- PENSIONI D'ORO: viene introdotto un prelievo del 3% per le pensioni d'oro
(almeno 516€ al giorno) e viene introdotto un tetto alle pensioni stesse
- PRIVILEGI: si procederà all'eliminazione di sperequazioni tra
le varie gestioni pensionistiche, al fine di ottenere, a parità di
anzianità contributiva e di retribuzione pensionabile, uguali trattamenti
pensionistici
- PENSIONI DI INVALIDITA': rimangono i requisiti attuali, ma l'INPS procederà
ad accurate verifiche per eliminare le false pensioni
- DISABILITA': i lavoratori che trasformeranno il loro rapporto di lavoro
da tempo pieno a part time er prendersi cura di un familiare disabile si
vedranno accreditare i contributi figurativi come se lavorassero a tempo
pieno
2. Dal 2008: riforma strutturale, con eccezioni
- REQUISITO UNICO PER LA PENSIONE: viene confermata la regola generale del
requisito unico per andare in pensione: 40 anni di contributi o 65 anni
di età (60 per le donne)
eccezioni:
- PENSIONI DI ANZIANITA': anche dopo il 2008 sarà possibile andare
in pensione anticipata, anche se (per incentivare la permanenza al lavoro)
la pensione di anzianità sarà calcolata sulla base del
metodo contributivo
- ATTIVITA' USURANTI: chi svolge un lavoro duro (da definire con le
parti sociali) potrà andare in pensione anticipatamente senza
penalizzazioni
- LAVORATRICI MADRI: le madri che lavorano potranno ritirarsi dal lavoro
con un regime agevolato (da definire con le parti sociali)
- LAVORATORI PRECOCI: chi ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni
avrà garantito un regime agevolato (da definire con le parti
sociali)
La delega contiene inoltre alcune questioni ancora in sospeso, che non
avranno attuazione immediata perché richiedono un confronto tra
il Governo e le parti sociali, il Governo e le regioni, il Governo e
le autonomie locali:
- TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO: occorre decidere se il conferimento
del TFR maturando ai fondi pensione (negoziali e chiusi) per finanziare
la previdenza complementare debba essere volontario o obbligatorio
- DECONTRIBUZIONE: la decontribuzione sino a 5 punti degli oneri contributivi,
per incentivare l'assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato,
è fortemente osteggiata dai sindacati
- PUBBLICO IMPIEGO: l'estensione progressiva degli incentivi e della
previdenza complementare ai dipendenti pubblici dei ministeri, delle
regioni, degli enti locali, delle università, etc., è
affermata nella delega in linea di principio, ma la sua attuazione concreta
comporta notevoli oneri di spesa pubblica, e deve quindi essere oggetto
di confronto e negoziato con le parti sociali e le regioni.
Un sintesi della
"riforma del sistema previdenziale" del Dott.
Antonio Di Carlo