Imposta sul reddito delle grandi Società

Varata la riforma dell'imposta sul reddito delle grandi società

27.11.03 - Il Consiglio dei Ministri ha approvato i seguenti provvedimenti su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Tremonti:

Si tratta della riforma della tassazione societaria che allinea il sistema italiano ai migliori standard europei e mondiali; in termini di aliquota (ridotta al 33%); di base imponibile (tassazione del reddito ordinario e neutralizzazione delle componenti straordinarie, participation exemption); di riconoscimento fiscale dell’impresa unitariamente gestita (tassazione su base consolidata nazionale e internazionale).

L’eliminazione del credito d’imposta (incompatibile con il Trattato UE e in via di abbandono in tutta Europa) comporta che la tassazione sarà concentrata sulla società e, se del caso, sul gruppo.

I dividendi e le plusvalenze su azioni realizzate dalle persone fisiche concorreranno alla formazione del reddito soltanto per il 40% del loro ammontare. Rispetto al sistema vigente, per le persone fisiche si verificherà una sensibile riduzione fiscale per le plusvalenze e un modesto incremento per i dividendi. In ogni caso, la (limitata) doppia imposizione sugli utili societari potrà essere del tutto eliminata sfruttando la nuova opzione per la trasparenza fiscale.

Il nuovo sistema assicura la neutralità fiscale delle scelte di finanziamento delle imprese, eliminando il meccanismo “dirigista” e casuale della DIT; non si premia la capitalizzazione dell’impresa, ma si assicura (con le norme contro la sottocapitalizzazione) il contrasto all’arbitraggio delle aliquote. Sono escluse dalla disciplina le società con ricavi non superiori a 5,1 milioni di euro (10 miliardi di lire) e quindi tale disciplina troverà applicazione per circa 12.000 società.

Le nuove norme, già in vigore in quasi tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’OCSE, prevedono rapporti massimi tra patrimonio netto e indebitamento verso soci ben superiori a quelli previsti in tali Paesi; ciò al fine di tenere in debito conto la struttura finanziaria delle nostre imprese. In luogo di un complicato sistema di imposizione sostitutiva sulle plusvalenze di impresa, il regime sarà del tutto neutrale e trasparente; le plusvalenze saranno esenti da imposta (e le minusvalenze corrispondentemente indeducibili) e sarà garantita la continuità dei valori fiscalmente riconosciuti.

su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Tremonti e del Ministro per la funzione pubblica, Manzella è stato altresì approvato:

su proposta del Ministro della giustizia, Castelli, e del Ministro dell’economia e delle finanze Tremonti:

Una informativa sulla "riforma dell'imposta sul reddito delle grandi società" del Dott. Antonio Di Carlo



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